Fegato Grasso (steatosi)
e steatoepatite non alcolica

PROF. DOTT. FRANCESCO PEVERINI

La malattia del fegato grasso non alcolica o Steatosi Epatica non alcoolica – NAFLD (dall’inglese Non Alcoholic Fatty Liver Disease) è una definizione ancora piuttosto generica per descrivere una serie di condizioni epatiche caratterizzate da depositi di grasso all’interno delle cellule del fegato, in persone che bevono poco o per nulla alcoolici.

Come suggerisce il nome, la caratteristica principale di questa patologia, che chiameremo semplicemente NAFLD, è il troppo grasso immagazzinato nelle cellule del fegato, che comporta un aumento di dimensioni dell’intero organo, molto spesso associata ad alcune disfunzioni.

La NASH è molto comune in tutto il mondo, specialmente nelle nazioni occidentali.

Negli Stati Uniti, è la forma più comune di malattia epatica cronica e colpisce circa un quarto della popolazione. Anche in Italia sembra che possa trovarsi nel 25 % della popolazione.

In alcuni individui (circa il 2-3 %) si può giungere a sintomi e a sviluppare la steatoepatite non alcolica – NASH (da Non Alcoholic Steato-Hepatitis), una forma più aggressiva di malattia del fegato grasso, caratterizzata questa volta da vera infiammazione dell’organo con alterazioni verificabili chiaramente da esami di laboratorio.

E’ presente nel 30% circa della popolazione adulta ed è caratterizzata dall’accumulo di goccioline lipidiche contenenti trigliceridi all’interno delle cellule del fegato, in assenza di infiammazione o vere lesioni al fegato. La steatosi epatica (o fegato grasso) è definita tale se il grasso accumulato rappresenta almeno il 5% del peso dell’organo in assenza di patologie metaboliche, di eccessivo consumo di alcool, di infezioni virali o di trattamenti farmacologici.

La steatosi epatica è classificata in base alla percentuale di grasso all’interno delle cellule epatiche:

  • grado 0 – sano (inferiore al 5%)
  • grado 1 – lieve (tra il 5% e il 33%)
  • grado 2 – moderato (tra il 34% e il 66%)
  • grado 3 – grave (oltre il 66%)

L’aumento dell’apporto calorico e la ridotta attività fisica negli ultimi anni hanno senza dubbio contribuito all’aumento dell’obesità e ad un parallelo aumento della prevalenza della steatosi epatica o malattia del fegato grasso non alcolica.

La NAFLD è quindi una steatosi epatica, definita dall’accumulo intracellulare di trigliceridi nel fegato, malattia che può evolvere in steatoepatite non alcolica (NASH), fibrosi, cirrosi e carcinoma epatocellulare.

Può infatti progredire sia verso cicatrici interne dell’organo (cirrosi), sia verso forme di progressiva insufficienza epatica. Questo danno è simile al danno causato dall’uso pesante di alcool.

La NAFLD è anche considerata la manifestazione epatica della Sindrome Metabolica, che è a sua volta definita dalla presenza di obesità centrale, insulino-resistenza, iperlipidemia (colesterolo e/o trigliceridi aumentati), iperglicemia (o diabete) e ipertensione arteriosa.

La NAFLD è presente nel 70% dei soggetti in sovrappeso, nel 70% dei soggetti diabetici e fino al 90% degli individui patologicamente obesi.

Gli studi hanno dimostrato una forte associazione tra La NAFLD e l’insulino-resistenza anche in assenza di obesità. Dati allarmanti indicano che NAFLD è presente anche dal 3% al 10% dei bambini di peso normale e nel 50% dei bambini obesi.

I sintomi e come si manifesta

La NAFLD di solito non provoca sintomi, se non lievi difficoltà digestive o senso si stanchezza. Talvolta viene percepito dolore o disagio addominale, sotto le costole a destra; talora compare marcata disfunzione digestiva con tensione addominale e stipsi, debolezza, inappetenza.

I possibili segni della NASH sono invece legati alle alterazioni degli esami di laboratorio (talora importanti) come l’aumento delle transaminasi (GOT, GPT) della gammaGT, di altri parametri di riferimento.

 

Non tutti i soggetti accumulano grasso nel fegato a causa delle stesse ragioni. Così come solo alcuni individui sviluppano un’infiammazione che progredisce in fibrosi del fegato e poi in cirrosi.

 

La NAFLD e la NASH sono entrambe collegate a:

  • Sovrappeso o obesità
  • Resistenza all’insulina
  • Glicemia alta (iperglicemia), o diabete di tipo 2
  • Alti livelli di grassi, in particolare i trigliceridi, nel sangue

 

 

Questi problemi di salute combinati tra loro, sembrano favorire il deposito di grasso nel fegato. Per alcune persone, questo grasso in eccesso funge come da tossina per le cellule del fegato, causando infiammazione del fegato e NASH.

I fattori di rischio

Una vasta gamma di malattie e condizioni può aumentare il rischio di NAFLD , tra di esse ricordiamo:

  • Alti livelli di colesterolo e/o trigliceridi nel sangue
  • Sindrome metabolica
  • Obesità, in particolare quando il grasso è concentrato nell’addome
  • Sindrome delle ovaie policistiche
  • Apnee notturne
  • Diabete di tipo 2
  • Tiroide ipoattiva (ipotiroidismo)

 

La NASH è poi più frequente probabile in questi gruppi di soggetti:

  • Persone anziane
  • Persone con diabete
  • Persone con alimentazione disordinata, inappetenza da farmaci, disfunzioni alimentari, magrezza patologica, sarcopenia in corso di trattamenti medici oncologici.
Cosa fare

L’eccesso di grasso intraepatico è considerato un fattore di rischio per la progressione della malattia steatosica. 

La steatosi epatica semplice è una condizione reversibile, che può essere corretta da modifiche dello stile di vita come l’attività fisica e gli interventi dietetici, utili per prevenire la steatosi epatica e le forme più avanzate di NAFLD.

A volte si rende necessario assumere dei farmaci, per periodi brevi o della durata di alcuni mesi.

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