Evoluzione decisionale
nel trattamento dell’obesità severa

PROF. DOTT. FRANCESCO PEVERINI

La prevalenza dell’obesità nella popolazione generale è in costante incremento e nonostante tutte le strategie finora adottate per contenere il peso dei nostri pazienti, sembra sempre più necessario un profondo aggiornamento dell’azione medica.

Negli Stati Uniti la popolazione Obesa è passata dal 23% al 33% nel corso del recente passato e il 66% degli adulti sono sovrappeso. Anche in Italia, la tendenza è la medesima.

I costi sociali e sanitari di questa situazione, gravano enormemente sui bilanci della sanità e poiché l’attitudine all’aumento del peso degli individui è in costante aumento, appare sempre più indispensabile assumere atteggiamenti di valutazione e terapia adeguati al problema.

 

Le spiegazioni proposte per interpretare questa vera e propria epidemia di Obesità includono l’attenzione ai cambiamenti della società che sempre più promuove sia l’inattività che un alto consumo di cibo.

Il fatto poi che l’aumento dell’obesità nel corso di questo periodo non possa essere spiegata con variazioni della genetica e la considerazione che tale evidenza sia presente tra tutti i gruppi socioeconomici fornisce il supporto per un’ampia gamma di valutazioni socio-sanitarie e di considerazioni ambientali.

Sono numerosi ormai gli studi che indagano la diffusione del fenomeno nelle reti sociali o che riconsiderano la stigmatizzazione dell’Obesità negli atteggiamenti dei medici.

Uno dei più recenti orientamenti è quello di considerare l’Obesità come un prodotto di scelte volontarie e di comportamenti personali; nondimeno va osservato il fatto che le persone siano incorporate in reti sociali e possano quindi essere influenzate dai comportamenti di chi li circonda; ciò suggerisce che l’aumento di peso in una sola persona potrebbe influenzare l’aumento di peso in altri a livello comportamentale o di atteggiamento nei confronti del cibo.

Avendo infatti i soggetti obesi contatti sociali (lavoro, sport, famiglia ad esempio), potrebbe cambiare la tolleranza di una persona per chi è obeso o addirittura la sua posizione sociale potrebbe influenzare l’adozione di comportamenti specifici (ad esempio, fumare, mangiare).

Dal punto di vista del trattamento del sovrappeso e dell’Obesità, sono ormai divenute sicure molte proposte terapeutiche. Tra queste ve ne sono di conservative e di chirurgiche. Rappresentano un’opzione di grande rilievo per i pazienti con obesità severa.

La perdita di peso che si può ottenere con tali metodiche è clinicamente significativa ed è sostenuta da un mantenimento del risultato se il paziente associa cambiamenti significativi dello stile di vita.

Le metodiche conservative e la chirurgia sono un’opzione per pazienti ben informati e motivati, largamente valutati da una equipe multidisciplinare, clinicamente gravi, con obesità (BMI > 40) o con indice di massa corporea > 35 con comorbidità (patologia cardiovascolare o respiratoria).

 

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